Gran Ghetto, le ruspe non si fermano nemmeno dopo l’incendio

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I vigili del fuoco al lavoro nella baraccopoli in fiamme che si trova nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico, 3 marzo 2017. ANSA/FRANCO CAUTILLO

L’incendio del Gran Ghetto, dove hanno trovato la morte due migranti, non ferma le ruspe: i lavori di bonifica e di abbattimento proseguiranno per tutta la giornata di oggi all’interno dell’ormai ex baraccopoli di Rignano Garganico

PUGLIA-L’incendio del Gran Ghetto di Rignano Garganico, in cui sono morti due migranti, non ferma le ruspe: le operazioni di sgombero e di bonifica all’interno dell’ex baraccopoli proseguiranno anche oggi e nella giornata di domani.

Fino ad ieri il Ghetto, che per vent’anni è rimasto in piedi nonostante le proteste della gente locale e le segnalazioni, ospitava centinaia di migranti sfruttati come schiavi nelle campagne del Foggiano.

Gran Ghetto, le ruspe arrivate già ieri sera

Ieri sera quattro ruspe, insieme ad un centinaio di Vigili del Fuoco, agenti di polizia e Carabinieri, coordinati dalla Questura di Foggia, stanno abbattendo quello che resta del Gran Ghetto. Gli immigrati invece sono stati trasferiti in due strutture.

L’operazione di bonifica era stato interrotta temporaneamente perché in alcune strutture erano ancora presenti delle bombole di gas. Si sospetta che, proprio a causa di una di queste, sia scoppiato il rogo che ha raso al suolo la bidonville e ucciso i due migranti. I lavori sono ripresi stamattina con le prime luci dell’alba.