I due tecnici italiani, rapiti in Libia lo scorso luglio 2015 insieme ad altri due colleghi che sono rimasti uccisi in un blitz, sono rientrati in Italia. Lungo e commosso l’abbraccio dei famigliari all’aeroporto di Roma Ciampino. La moglie di Failla: “La liberazione dei due ostaggi è stata pagata con il sangue di mio marito!”
LIBIA-Un abbraccio lungo e commosso quello tra Gino Pollicardo e Filippo Calcagno e i loro famigliari all’aeroporto di Roma Ciampino, dove i due tecnici sono arrivati alle cinque di stamattina dopo essere stati in mano ad un gruppo terroristico affiliato all’Isis per quasi un anno.
I due tecnici erano partiti alle 03.30 con un aereo speciale dall’aeroporto di Mitiga a Tripoli. Scendendo dalla scaletta sono apparsi molto provati, ma anche sollevati per la fine dell’incubo. Ad accoglierli c’era anche il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.
Libia: la moglie di Failla accusa, “La liberazione dei due ostaggi è stata pagata con il sangue di mio marito!”
Oltre a molti punti oscuri nella vicenda, al momento non si sa ancora quando le salme di Salvatore Failla e Fausto Piano potranno fare rientro in Italia. Al momento i corpi si trovano ancora a Sabrata, nell’obitorio locale.
E insieme alla gioia, c’è anche molta rabbia, soprattutto tra le famiglie dei due ostaggi che non ce l’hanno fatta. La moglie di Failla ha detto senza mezzi termini: “Lo Stato Italiano ha fallito, la liberazione dei due ostaggi è stata pagata con il sangue di mio marito”.
































