È morto Armando Cossutta, l’anima filosovietica del PCI. Era malato da tempo ed era ricoverato da diversi mesi all’ospedale San Camillo di Roma. Aveva 89 anni.
POLITICA-Dopo Francesco Cossiga, se ne va un altro politico di spicco e che ha segnato l’Italia degli anni e quella degli anni di piombo, quando bastava poco per saltare in aria, anche un’idea divergente, e gli anni di Craxi e dell’inizio del governo Berlusconi.
Armando Cossutta, di 89 anni, è spirato ieri sera all’ospedale San Camillo di Roma. Eletto in Parlamento dal 1972 al 2008, rappresentava l’ala più filosovietica del Partito Comunista Italiano, una posizione che spesso lo portò a scontrarsi con Enrico Berlinguer, che voleva un modello più occidentale e aperto.
Armando Cossutta tra storia e politica
Dopo la trasformazione del PCI e a causa dei contrasti sempre più accesi in seno al partito, Armando Cossutta fondò Rifondazione Comunista, per poi staccarsene nel 1998 quando il segretario di allora, Fausto Bertinotti, ritirò la sua fiducia al governo Prodi.
Insieme ad Oliviero Diliberto e a Marco Rizzo pose quindi le basi del Partito dei Comunisti Italiani. Fu presidente del partito per diversi anni, fino a quando un nuovo contrasto con Diliberto, che nel frattempo ne era divenuto il segretario, non lo spinse a rassegnare le dimissioni dalla carica. Nell’agosto di quest’anno aveva già perso la moglie, Emilia, alla quale era legato da oltre 70 anni.
































