Parabita: sgominato il clan Giannelli

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Sgominato il clan Giannelli di Parabita, che si era riorganizzato attorno al figlio dello storico boss. Coinvolto anche il vicesindaco del comune che si trova nei pressi di Lecce, in Puglia. Un nuovo schiaffo alla Sacra corona unita da parte delle forze dell’ordine

PUGLIA-Sono scattate le manette per 22 persone nel corso di un blitz messo in atto a Parabita (Puglia) e che ha coinvolto anche il vicesindaco del comune. Sugli arrestati pendono diverse accuse, tra le quali quella di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione illegale di armi da fuoco e da taglio, corruzione e altri delitti aggravati da finalità mafiosa.

L’operazione, che è stata denominata Coltura, aveva come obiettivo quello di scoprire le persone che ne facevano parte e di decapitare il clan Giannelli, considerato una delle costole della Sacra corona unita. Il clan aveva la base a Parabita, ma era anche molto attivo a Casarano, Matino, Collepasso, Ugento, Alezio e Sannicola.

Parabita: decapitato clan Giannelli, le indagini erano state avviate nel 2013

Le indagini erano state avviate nel 2013: uno degli intenti era quello di ricostruire la piramide organizzativa del clan mafioso e i suoi traffici. Il gruppo era passato dalle mani del boss storico, Luigi Giannelli, tuttora in carcere per il truce omicidio di Paola Rizzello e della figlia Angelica Pirtoli, a quelle del figlio Marco Antonio Giannelli.

Da alcune intercettazioni telefoniche erano emersi anche collegamenti con l’amministrazione comunale di Parabita: l’attuale vicesindaco e assessore allo Sport, Giuseppe Provenzano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, aveva avuto in più occasioni un filo diretto con il clan Giannelli, che lo definiva come il suo “santo in Paradiso”.

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