Egitto: protesta dei giornalisti contro le terribili condizioni dei media

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Mentre in tutto il mondo si festeggia il World Press Freedom Day, in Egitto i giornalisti sono scesi in piazza per protestare contro le terribili condizioni dei media

AFRICA-Mentre in tutto il mondo ci si prepara a festeggiare il World Press Freedom Day, in Egitto i giornalisti sono scesi in piazza per protestare contro le terribili condizioni dei media e contro la censura imposta dalle alte sfere del Paese nordafricano.

La decisione di una protesta di massa è arrivata dopo che, la scorsa domenica, un commando di 50 uomini ha fatto irruzione nel corso di una riunione organizzata dagli organi di stampa e dove sono stati arrestati i giornalisti Amr Badr e Mamhoud Sakka.

Egitto: entrambe le case dei giornalisti erano state perquisite dalla polizia

Le abitazioni dei due giornalisti erano state perquisite dalle forze dell’ordine nel corso della protesta. Nei confronti dei partecipanti sono scattati diversi mandati di arresto, con l’accusa di “possesso di armi da fuoco e di bombe Molotov con lo scopo di attaccare la polizia, le forze dell’ordine e la loro vita.”

L’Egitto si trova attualmente al secondo posto nella classifica dei paesi in cui il diritto di stampa è negato, con 23 giornalisti ancora dietro le sbarre, ma è la prima volta che vengono eseguiti dei raid nel corso di proteste. Anche il più grande giornale dello Stato, l’Al Ahram, considerato la voce del governo egiziano, ha condannato il raid della scorsa domenica “Noi giornalisti, come i giovani, siamo diventati i nemici dello Stato?” ha titolato oggi il quotidiano, mentre l’Unione Egiziana dei Giornalisti ha chiesto a gran voce le dimissioni del Ministro degli Interni Magdy Abd el Ghaffar.

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