In Israele, la Commissione ministeriale per la Legislazione ha approvato nel weekend una proposta di legge che prevede di vietare l’uso degli altoparlanti all’esterno delle moschee per richiamare i fedeli “Cinque volte al giorno è troppo!”
MEDIO ORIENTE-Non solo le campane in Occidente: a creare disturbo è anche il muezzin a (Medio) Oriente, o meglio, in Israele. Come riportato nell’edizione odierna di Avvenire, lo scorso weekend la Commissione ministeriale per la Legislazione ha approvato una proposta di legge che prevede di vietare l’uso degli altoparlanti all’esterno delle moschee.
Il muezzin non potrà quindi richiamare i fedeli musulmani alla preghiera per cinque volte di fila durante la giornata, questo per proteggere la quiete pubblica e limitare l’inquinamento acustico.
Israele, a dare il via alla nuova normativa sono stati i residenti di Gerusalemme est
A dare il via alla nuova normativa, presentata dai membri del partito nazionalista israeliano, sono stati alcuni residenti di Gerusalemme est, sul confine con la zona araba, che non potendone più dei continui richiami ad alto volume dei muezzin, hanno pensato di dire basta.
Sul provvedimento, che dovrà essere approvato e che non è stato preso per motivi discriminatori, il presidente Netanyahu ha ribadito “Lo Stato d’Israele è impegnato a garantire la libertà di culto per tutte le religioni, ma ha anche l’obbligo di proteggere i cittadini dai rumori.”
































