Libia: tecnici italiani rapiti, “Catturati per errore.”

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Dopo un mese e mezzo di prigionia in Libia, ieri sono rientrati in patria i tecnici italiani che sono stati rapiti. Interrogati per più di sette ore dalla procura di Roma, hanno rivelato di essere stati catturati per errore

AFRICA-Catturati per sbaglio. È quanto hanno rivelato i tre tecnici italiani, rapiti in Libia il 19 settembre 2016 e liberati nella giornata di ieri, dopo essere stati interrogati per più di sette ore dalla Procura di Roma.

I tecnici, che si sono presentati con barbe lunghe e volti molto provati, hanno affermato davanti ai magistrati “Siamo stati rapiti per errore da criminali comuni. Non abbiamo subito violenze.”

Libia: il vero obiettivo era il manager

Secondo quanto emerso durante l’interrogatorio, i sequestratori, che potevano contare sulla complicità di un basista, erano sicuri che sulla macchina ci fosse il manager dell’azienda con la valigetta contenente il denaro relativo all’ultimo pagamento dei lavori, il vero obiettivo dell’azione.

Quando si sono accorti dell’assenza del soggetto, il gruppo avrebbe comunque provato a “monetizzare” l’azione rapendo i tecnici. Rimane ancora oscura la dinamica della liberazione, ma sembra che sia avvenuta a seguito di una forte pressione sui criminali, che hanno quindi accettato di liberare gli italiani, ma non è ancora chiaro se ci sia stato o meno il pagamento di un riscatto.

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