Renato Zero shock “Uscivo di nascosto nel furgone della lavanderia.”

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Renato Zero

Renato Zero, prima di arrivare al successo e di diventare uno dei cantanti più conosciuti del panorama della musica italiana, ha avuto un esordio difficile “Ero traumatizzato, uscivo di nascosto nel furgone della lavanderia. Poi ho fatto pace con il mio pubblico.”

MUSICA-A vederlo oggi non sembra, ma Renato Zero ha avuto un inizio di carriera molto difficile e, per certi versi, anche traumatico “Uscivo di nascosto nel furgone della lavanderia. Poi ho fatto pace con il pubblico.”

A raccontarlo è lo stesso cantante in un’intervista rilasciata al magazine Tv e Sorrisi, in cui ha svelato, tra le altre cose, di non aver sempre avuto un buon rapporto con il successo “Pur di starmi accanto, i fan passavano con il rosso. Rischiavo di avere pure sulla coscienza dei ragazzi.”

Renato Zero, il rapporto con i fan e la tregua

Tutto questo accadeva negli anni Ottanta e Novanta, fino a quando il rapporto tra Zero e i suoi ammiratori è cambiato, stavolta in meglio “Abbiamo cercato di trovare un equilibrio. Il pubblico ha compreso le mie necessità di avere spazio e di non essere imbrigliato su un’isola che dovrebbe essere felice, ma che può rivelarsi molto punitiva.”

Il cantante, che attualmente sta girando l’Italia con l’Alt Tour, si è detto soddisfatto, perché è riuscito ad accontentare tutti. Ma ha svelato anche un lato nascosto: quando è in tournée, spesso conduce una vita da seminarista “Ho molti amici sacerdoti e, prima di salire sul palco, faccio sempre un’ora di training autogeno dove non voglio vedere nessuno. Mi serve del tempo per cancellare la lavagna e per riscriverla, visto che non amo replicare.”