Roma: diagnosi errata, condannato un medico

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Il caso fece clamore all’ospedale San Camillo di Roma sette anni fa, quando un diciottenne di Anzio, che lavorava come bagnino, morì di meningite a causa di una diagnosi errata. Condannato un medico, assolti altri tre

LAZIO-La malasanità torna a far parlare in Italia: a Roma, un medico dell’ospedale San Camillo è stato condannato per non aver diagnosticato una meningite batterica ad un diciottenne di Anzio, che lavorava come bagnino, che morì pochi giorni prima di festeggiare la maggiore età.

Adesso a distanza di sette anni da quella tragedia, avvenuta il 3 settembre 2009, Giuseppe Simonetti ha ricevuto la condanna ad un anno di carcere per omicidio colposo e per non aver svolto una corretta valutazione dei sintomi dell’infezione.

Roma: diciottenne deceduto per meningite non diagnosticata, assolti tre medici

Nel processo erano coinvolti altri tre dottori, che hanno però ottenuto l’assoluzione piena. L’avvocato dei genitori, Enrico D’Antrassi, si è detto soddisfatto per aver evitato la prescrizione.

Come parziale risarcimento dei danni, la giudice Annalisa Marzano ha stabilito una pena pecunaria di 100mila euro. Il dramma, cominciato il 31 agosto di sette anni fa a causa di un incidente sul lavoro.

Il ragazzo stava trasportando un pattino quando, poggiando il sasso su un piede bagnato, scivolò e batté violentemente la testa su un cumulo di pietre, riportando la frattura a due vertebre. Ricoverato in ospedale, venne sottoposto ad un intervento rischioso, ma Simonetti non diagnosticò l’infezione esplosa subito, limitandosi a prescrivere antidolorifici al giovane per attenuare il dolore.

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