Le prime denunce dell’uso di armi chimiche nel Darfur, una regione del Sudan, erano arrivate dall’associazione Italians for Darfur, ma ora la conferma è arrivata anche da Amnesty Internazional
AFRICA-Se prima era un sospetto, ora non ci sono più dubbi, soprattutto dopo la conferma arrivata da Amnesty International: in Darfur, una delle regioni più povere del Sudan, sono stati condotti almeno 30 attacchi con armi chimiche nella zona dello Jebel Marra.
Le prime denunce erano state fatte dall’associazione Italians for Darfur, che nel silenzio generale sta cercando da più di 13 anni di tenere viva l’attenzione sui crimini di guerra perpetrati dal presidente-latitante, ricercato dalla Corte penale internazionale.
Sudan: le immagini agghiaccianti dei bambini devastati dalle armi chimiche
L’organizzazione dei diritti umani è giunta a questa terribile conclusione grazie anche alle interviste fatte a 200 sopravvissuti e anche alle immagini agghiaccianti di neonati e di bambini feriti dalle armi chimiche (non mostreremo però quelle foto).
Stando ad Amnesty International, le vittime degli attacchi sarebbero 200, se non 250, la maggior parte delle quali sarebbero bambini. Molte vittime non hanno potuto accedere alle medicine, quindi sono state curate con erbe, sale e frutta.
All’inizio le persone sono sopravvissute, ma poi nei giorni successivi hanno sviluppato gravi problemi intestinali, il loro incarnato ha cambiato colore, la pelle si è riempita di vesciche, sono svenute e sono andate incontro a problemi respiratori che ne hanno provocato la morte.
































