È il reato che la Procura di Torino (Piemonte), attraverso la voce del pm Raffaele Guariniello, contesta ad una decina di aziende: bottiglie di olio venduto come extravergine, ma che in realtà non lo era. E intanto si ipotizza la frode commerciale
TORINO-L’olio di oliva, venduto come extravergine, non era in realtà extravergine: è la frode in commercio il reato che il pm Raffaele Guariniello, della Procura di Torino (Piemonte), contesta ad una decina di aziende del settore.
Le indagini sono scattate dopo la segnalazione di una testata giornalistica specializzata. I laboratori dell’agenzia delle dogane hanno analizzato i campioni di olio prelevati dai carabinieri del Nas e hanno riscontrato diversi casi in cui, nonostante la dicitura extravergine, l’olio non era affatto extravergine.
Torino: olio extravergine contraffatto, il Ministro Martina: “È fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio italiano”
Il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, dopo la guerra del latte, sta seguendo l’evolversi delle indagini del pm di Torino. “È fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio d’oliva italiano. Da due mesi abbiamo rafforzato i controlli, soprattutto in considerazione della scorsa annata olearia, che è stata la più complicata degli ultimi anni.”
L’indagine dell’olio extravergine contraffatto, condotta dal pm Raffaele Guariniello, vede sette grandi marchi dell’olio, acquisiti di recente da alcuni gruppi stranieri, accusati di aver messo in vendita come extravergine quello che in realtà era semplice olio d’oliva, meno pregiato.
































