Dopo il fallito colpo di Stato, continuano in Turchia le epurazione e gli arresti. Intanto è stato deciso che i docenti universitari non potranno lasciare il Paese, mentre quelli che si trovano all’estero dovranno fare rientro
EUROPA-Nonostante i moniti da parte dei vertici dell’Unione Europea, la Turchia continua con le epurazioni e con gli arresti. Fallito il colpo di Stato, l’ira di Erdogan pare inarrestabile, e ora si è riversata anche sui docenti universitari.
Agli accademici è stato intimato di non lasciare il Paese, mentre quelli che si trovano all’estero dovranno fare rientro. Sono state inoltre revocate 21mila licenze a professori di scuole private e altre 20 ad emittenti radio e televisive.
Turchia: le misure prese dal Consiglio dell’Alta Educazione
Il Consiglio dell’Alta Educazione (Yok) non si è limitato però al ritiro delle licenze: tra le misure prese, anche il divieto di lasciare la Turchia e l’obbligo di ritornare in patria per i professori che si trovano all’estero.
Lo stesso Yok ha richiesto le dimissioni, nella giornata di ieri, di ben 1577 docenti attivi nelle varie università turche. Il provvedimento è scattato perché Erdogan ritiene che gli insegnanti siano vicini a Fethullah Gulen, la mente del golpe dello scorso venerdì.
Intanto sul fronte militare proseguono gli attacchi alle postazioni del PKK.
































