Dall’inizio della guerra in Ucraina, le vittime sono state 8000, la maggior parte delle quali si tratta di civili. La denuncia dell’Onu e dito puntato contro i due eserciti: “spesso e volentieri i centri abitati sono stati usati come campo per la guerriglia e per l’installazione di ordigni e mezzi militari”
UCRAINA-A più di un anno dall’inizio della guerra civile in Ucraina tra l’esercito filoeuropeista e quello filorusso, scoppiata ad aprile 2014, Christof Heyns, relatore speciale dell’Onu per le esecuzioni extragiudiziarie, denuncia: “Il bilancio è di 8000 morti dall’inizio del conflitto, la maggior parte dei quali si tratta di persone civili.”
Heyns, che in quel momento si trovava a Kiev (Ucraina), ha puntato anche il dito contro i due eserciti, colpevoli secondo lui di “aver piazzato i propri mezzi militari e la propria artiglieria in centri abitati, che spesso sono stati usati come luogo di guerriglia e per l’attività dei cecchini.”
La denuncia dell’Onu: 8000 morti dall’inizio del conflitto in Ucraina, la maggior parte dei quali erano civili
Ma in questa guerra non sono soltanto le armi a parlare. Di recente le autorità ucraine hanno anche pubblicato su internet una lista di 400 persone, accusate di parteggiare troppo per la Russia, nei confronti delle quali sono state diramate delle pesanti sanzioni. Tra queste si trovano anche diversi giornalisti occidentali.
Nella blacklist dell’Ucraina si trovano nomi come quello della giornalista tedesca di “Der Zeit”, tre collaboratori del canale BBC che lavorano a Mosca (Russia) e un giornalista spagnolo. Anche la linea Aeroflot sarà colpita dalle sanzioni decise dall’Ucraina.
































