Vinitaly: ecco la cantina degli orrori e della pirateria del vino

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Dal Chianti in polvere al Prosecco taroccato, ecco la cantina degli orrori e della pirateria del vino presentata dalla Coldiretti al Vinitaly che si sta tenendo in questi giorni a Verona

ITALIA-Ce n’è davvero per tutti i gusti nella cantina degli orrori, presentata dalla Coldiretti al Vinitaly di Verona: dal Chianti in polvere fino al Barbera bianco, ma il più falsificato dai pirati del vino è senza dubbio il Prosecco.

Un grido di allarme nei confronti dei consumatori, e anche dei produttori, per dire che in un solo anno sono aumentate le contraffazioni e le falsificazioni dei vini, per non parlare di quelli adulterati che vengono venduti come buoni (causando non pochi danni, soprattutto alla salute), e che quindi occorre una maggiore attenzione durante il momento dell’acquisto, non solo in Italia, ma anche all’estero.

Vinitaly: “Frodi in Italia e vinopirateria nel mondo”, il dossier imbarazzante

La cantina degli orrori, presentata allo stand della Coldiretti, è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione con i Carabinieri dei Nas, che hanno accettato di divulgare il dossier “Frodi in Italia e vinopirateria nel mondo”, che raccoglie tutta l’attività svolta contro le contraffazioni del vino solo nel 2015.

Le frodi e la vinopirateria, come sottolineato anche dalla Coldiretti, sono una delle principali minacce al successo dei vini italiani, che solo nel 2015 hanno realizzato un fatturato di 9,7 miliardi di euro (con un aumento del +3%), reso possibile anche dall’export.

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