Due italiani, rispettivamente padre e figlio, sono stati uccisi ieri pomeriggio dalle guardie di una riserva di caccia perché scambiati per bracconieri “Circostanze ancora da chiarire” ha ribadito la Farnesina
AFRICA-Due italiani, rispettivamente padre e figlio, sono stati uccisi ieri pomeriggio in Zimbabwe dalle guardie di una riserva di caccia perché scambiati per bracconieri. La Farnesina ha confermato il decesso, ma ha precisato che le circostanze sono ancora da chiarire.
Claudio e Massimiliano Chiarelli erano originari di Padova e avevano 50 e 20 anni. Claudio viveva da più di 30 anni in Africa e lavorava come accompagnatore di turisti nei safari.
Zimbabwe: “Erano in giro per il parco con un’unità anti-bracconaggio, quando un ranger è spuntato fuori dal nulla e ha aperto il fuoco”
Come riportato da Emmanuel Fundira, capo della Safari Operators Association che opera in Zimbabwe, “Claudio Chiarelli e alcuni colleghi erano in giro nel parco con un’unità anti-bracconaggio, quando un ranger comparso dal nulla ha sparato contro di loro mentre erano in piedi, fuori dall’auto. Siamo consapevoli che si tratta di uno scambio di persona.”
Chiarelli è stato ucciso insieme al figlio, Massimiliano, nel nord dello Zimbabwe. Nella dichiarazione rilasciata ai media, Fundira ha precisato che è normale che dei privati forniscano supporto logistico alle pattuglie anti-bracconaggio nei grandi parchi dello Zimbabwe. Il dipartimento parchi del governo e la polizia locale stanno indagando sull’accaduto.
































