Angela Merkel: espulsioni più severe

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È la risposta del cancelliere tedesco Angela Merkel ai fatti di Capodanno perpetrati da gruppi di immigrati arabi e nordafricani contro giovani donne: espulsioni più severe. L’annuncio è arrivato mentre a Colonia si sono scontrate due manifestazioni e che sono state sedate: quella di Pegida, contro l’islamizzazione dell’Occidente, e quella dei collettivi di sinistra, contraria alle violenze sulle donne ma anche al razzismo

COLONIA-La risposta di Angela Merkel c’è stata, e anche dura e vigorosa: visto quanto accaduto la notte di Capodanno, che da quanto emerso dalle indagini pare che sia stato precedentemente organizzato, e che ha visto dei gruppi di immigrati arabi e nordafricani molestare o violentare delle giovani donne, il cancelliere tedesco ha annunciato espulsioni più severe.

L’annuncio è stato dato mentre a Colonia si scontravano due manifestazioni opposte, che sono state disciolte dalla polizia: quella di Pegida, contro l’islamizzazione dell’Occidente, e quella dei collettivi di sinistra, contraria alle violenze sulle donne ma anche al razzismo.

Angela Merkel: “I rifugiati saranno condannati tanto alla prigione quanto alla libertà condizionale, e saranno espulsi dalla Germania perdendo il diritto di asilo”

Al termine del vertice della leadership dei cristiani-democratici, Angela Merkel ha dichiarato che i rifugiati che saranno condannati tanto alla prigione quanto alla libertà condizionata, saranno espulsi dalla Germania perdendo il diritto di asilo.

Finora sono 379 le denunce arrivate per i fatti di Capodanno, ma i numeri potrebbero essere ancora più importanti. Gli indagati identificati dalla polizia e che si sono resi responsabili delle aggressioni dell’ultimo dell’anno, sono in gran parte migranti nordafricani e arabi, 22 dei quali sarebbero rifiugiati. Un fatto che sta facendo crescere a dismisura le critiche nei confronti della politica fin troppo liberale di Angela Merkel e che solo nel 2015 ha portato la Germania ad ospitare più di 1,1 milioni di rifugiati.