Asti: femminicidio, marito condannato a 30 anni

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Per la Procura di Asti (Piemonte), Elena Ceste sarebbe stata uccisa dal marito, Michele Buoninconti, che dopo averla strangolata sul letto coniugale, ne ha gettato il cadavere nel fosseo del Canale del Rio Mersa. La tesi dell’accusa, che aveva chiesto il massimo della pena, è stata accolta dal giudice Amerio, che ha condannato l’uomo a 30 anni di carcere

ASTIMichele Buoninconti è stato condannato a scontare 30 anni di carcere per l’omicidio della moglie Elena Ceste, uccisa ad Asti (Piemonte) nel letto coniugale, e per occultamento di cadavere. Alla fine il giudice Roberto Amerio ha accolto la tesi dell’accusa, che aveva richiesto per l’uomo il massimo della pena di primo grado con rito abbreviato.

La 37enne, madre di quattro figli, era stata strangolata nel letto coniugale a maggio di quest’anno, dopo che era uscita dal bagno. Michele Buoninconti ne aveva poi gettato il corpo in un fosso nel Canale del Rio Mersa, situato ad un chilometro dall’abitazione.

Asti: omicidio di Elena Ceste, si chiude il cerchio attorno a Michele Buoninconti

Il cadavere della donna è stato ritrovato ad ottobre, dopo cinque mesi di assidue ricerche e scattate in seguito alla denuncia del marito. Con il ritrovamento del cadavere della moglie, il cerchio intorno a lui si è ristretto. Il giudice ha inoltre predisposto un risarcimento di 300mila euro per ciascuno dei quattro figli, di 180mila euro per i genitori e la sorella, e di 50mila euro per il cognato.

Il legale di Buoninconti, Giuseppe Marazzita, ha definito la sentenza “ingiusta” e ha già promesso che lui e il suo cliente andranno in Appello e, se necessario, sono pronti a tentare anche la strada della Cassazione.