Avellino, chi c’era quel 23 novembre 1980 ricorderà sempre l’ora: le 19.34, quando un violento terremoto scosse per un minuto e venti secondi la regione dell’Irpinia, provocando la morte di quasi 3000 persone
AVELLINO-Ci sono disastri naturali che, per la loro violenza, vengono ricordati anche a distanza di quasi 40 anni. È il caso del Terremoto dell’Irpinia, avvenuto il 23 novembre 1980, quando alle 19.34 una violenta scossa sismica flagellò per un minuto e venti secondi la regione dell’Avellino, provocando quasi 3000 morti.
In quegli anni, gli “anni di piombo” (solo pochi mesi prima c’era stato l’attentato alla stazione ferroviaria di Bologna), i canali televisivi si contavano sulle dita della mano e a quell’ora di solito la Rai trasmetteva le dirette delle partite di calcio.
Avellino: terremoto in Irpinia, una giornata straordinariamente calda
Chi aveva deciso di andare a fare una passeggiata, non si era accorto che quel giorno, per essere novembre, faceva un caldo anomalo. Era troppo caldo per il mese di novembre, persino per la regione della Basilicata e della Campania, e per l’Irpinia (che oggi si trova nell’Avellino).
La terra tremò per un minuto e mezzo, con l’epicentro localizzato in Irpinia, distruggendo interi paesi e provocando circa 3000 morti, 9000 feriti, più di 300mila sfollati e 150mila sfollati. Fu uno dei peggiori disastri naturali che attraversò l’Italia. E oggi a 35 anni di distanza, il ricordo di quella giornata e delle settimane successivo, con uno stato italiano che si rivelò incapace di coordinare i soccorsi, che spesso si rivelarono anche tardivi e insufficienti, è tutt’altro che sbiadito. Dei 119 comuni dell’Irpinia, furono 99 a riportare i danni maggiori. Il sisma fu avvertito persino a Napoli, tanto che la gente uscì dalle case per passare la notte in strada.
































