Egitto: Giulio Regeni ad assemblea sindacale

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Giulio Regeni, il ricercatore deceduto in circostanze misteriose in Egitto dopo essere stato torturato, era stato fotografato ad un’assemblea sindacale da uno sconosciuto e questo lo aveva impaurito. A riportare la vicenda al pm sono stati tre colleghi di Regeni, che sono stati sentiti nel pomeriggio

EGITTO-Forse Giulio Regeni, il giovane ricercatore deceduto in circostanze misteriose in Egitto dopo essere stato torturato, si trovava al posto sbagliato nel momento sbagliato: il 28enne sarebbe stato fotografato da uno sconosciuto lo scorso 11 dicembre 2015, mentre si trovava ad un’assemblea di un sindacato indipendente egiziano, e questo lo aveva impaurito.

La pista degli investigatori si sposta ora su quella del delitto legato ad un articolo che Regeni pubblicò il 14 gennaio 2016 su Nena News e dove parlava anche di quell’assemblea. Il pezzo è stato scritto sotto pseudonimo, ma a questo punto della vicenda si fa sempre più chiara l’ipotesi di un tradimento da parte di qualcuno.

Egitto: ascoltati i tre colleghi di Giulio Regeni dalla Procura

Nel pomeriggio sono stati ascoltati i tre colleghi di Giulio Regeni, che si trovavano con lui in Egitto, dalla Procura. I ricercatori, che lavoravano presso l’American University del Cairo, la stessa in cui l’amico e collega morto sta conducendo ricerche legate alla Primavera Araba.

I testimoni, impauriti, sono rientrati in fretta e furia dall’Egitto. Stando alle loro parole, Giulio Regeni era l’unico occidentale che si trovava alla riunione del sindacato indipendente e che, malgrado l’episodio della foto, si era tranquillizzato durante le vacanze natalizie. Gli stessi ricercatori, nonostante il clima teso del Cairo, non hanno mai avuto la sensazione di trovarsi in pericolo.

 

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