Roma: “Nattino usò i conti vaticani per riciclare”

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Dure accuse per Nattino: il banchiere avrebbe utilizzato i conti vaticani per riciclare denaro. Le Fiamme Gialle si sono recate nel suo istituto di credito, la Finnat “Ha usato i depositi della Santa Sede per azioni fraudolente”. Avviata perizia sul computer del marito di Chaouqui

ROMA“Ha usato i conti aperti presso l’Apsa, l’ente che amministra il patrimonio vaticano, per effettuare investimenti e negoziazioni che potrebbero costituire attività fraudolenta. L’obiettivo? Influire sul prezzo di titoli negoziabili sul pubblico mercato, investendo risorse che potrebbero prevenire o essere state alimentate da traffici illeciti.”

È l’accusa pesante che la Santa Sede ha rivolto a Giampiero Nattino, il presidente della Banca Finnat, indagato per riciclaggio e insider trading. Il primo a rivelare i rapporti che c’erano tra il banchiere e le gerarchie ecclesiastiche era stato Monsignor Nunzio Scarano, finito anche lui sotto accusa per aver riciclato i soldi degli imprenditori.

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Nella richiesta di assistenza giudiziaria all’Italia, il promotore Gian Piero Milano ha sottolineato come “Nella condotta del signor Nattino sono ravvisabili movimentazioni di ingenti somme di denaro, eseguite attraverso attivià finanziarie detenute nella città del Vaticano e aventi come oggetto la negoziazione in Italia di strumenti finanziari e la sottoscrizione di titoli con oggetto offerte pubbliche a relativi emittenti facenti capo della famiglia Nattino.”

Parte degli accertamenti sarebbe già stata svolta, perché il 12 marzo 2015 era stata sequestrata l’intera documentazione relativa al conto e, dal materiale acquisito, erano emersi che alcuni movimenti avevano come origine l’Italia, dove dovrebbero esserci altri conti intestati al banchiere.