Uber e lo scacco matto di Ginevra

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Scacco matto a Ginevra per Uber. Il Tribunale Federale (TF) ha giudicato irricevibile il ricorso dell’azienda presentato contro il divieto cantonale di fare concorrenza ai taxi

SVIZZERA-Oltre al danno, anche la beffa: il Tribunale Federale (TF) ha giudicato irricevibile il corso di Uber, presentato dall’azienda contro il divieto cantonale di fare concorrenza ai taxi della città e delle altre località svizzero francofone.

Lo scorso marzo 2015, le autorità avevano interdetto alla società, fino al rilascio di una specifica autorizzazione, di fare concorrenza ai taxi con la propria offerta di trasporto persone. Aveva inoltre ricevuto una multa di 35’000 franchi.

Uber contesta il divieto, ma rimane ferma a Ginevra

Uber ha contestato il divieto, chiedendo inoltre di poter beneficiare di un effetto sospensivo. Una concessione che era stata fatta dal cantone in relazione alla multa, ma che aveva continuato a rifiutare alla società di trasportare persone fino a quando non ci fosse stata una definizione della norma.

Un nuovo progetto di legge, che riguarderebbe non solo Uber, ma altre società, dovrebbe entrare in vigore a partire da gennaio 2017. Tuttavia la società, non volendo attendere così a lungo, si è appellata al Tribunale Federale, ma quest’ultimo ha giudicato il suo ricorso irricevibile. E così, nonostante sia partita con le migliori intenzioni, l’app è rimasta bloccata a Ginevra.