Xiaomi: bootloader e permessi di Root bloccati

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Xiaomi recentemente sta attuando una nuova politica aziendale per quanto riguarda il lato software dei suoi prodotti. Quasi la totalità dei produttori smartphone, soprattutto quelli cinesi, sono favorevoli al modding, addirittura OnePlus ha deciso di rilasciare delle guide su come abilitare il Root sui suoi OnePlus Two. Xiaomi invece ha deciso di fare un passo indietro sui suoi device.

Xiaomi blocca il bootloader su alcuni suoi dispositivi per salvaguardare l’immagine dell’azienda

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Attualmente i dispositivi che hanno introdotto il blocco del bootloader sono lo Xiaomi Redmi Note 3, Mi3 WCDMA/CDMA, Mi 4 TD/WCDMA, Mi Note/Pro e Mi 4c. In futuro anche altri dispositivi, tra cui quelli meno recenti con un update apposito, potrebbero ricevere questo blocco. Ma qual’è la motivazione che sta dietro questa scelta?

Pare che Xiaomi, vista la recente espansione a livello internazionale, voglia cercare di tutelare il suo marchio visto che, nei paesi dove non vende ufficialmente i suoi prodotto, i vari negozianti potrebbero facilmente modificare i dispositivi installando ROM piene di Malware. La colpa poi, per ignoranza, andrebbe a Xiaomi. Ragionando su non ha tutti i torti.