Un gioia per l’archeologia italiana: il cratere di Eufronio, come anche la kylix, rimarranno a Cerveteri (Roma) e non saranno trasferiti. Ad annunciarlo il ministro della cultura Dario Franceschini, che specifica “si tratta di una strategia nazionale.”
ARCHEOLOGIA-Niente trasloco per il cratere di Eufronio, né tanto meno per la sua kylix: i due reperti, simboli della lotta al traffico di reperti archeologici e di una disputa che da sempre vede opposte Roma a Cerveteri, non abbandoneranno il Museo Archeologico di Cerveteri.
Ad annunciarlo il Ministro della Cultura Dario Franceschini, che sui due reperti che raffigurano Eufronio e alcuni dei più noti eroi della guerra di Troia, raccontata da Omero nell’Iliade, precisa “È giusto che le opere d’arte rimangano nel loro luogo d’origine. E questo è solo l’inizio di una strategia che avverrà a livello nazionale.”
Archeologia: rimangono a Cerveteri il cratere di Eufronio e la kylix, simboli della lotta al traffico illecito di reperti archeologici
Le due opere, simboli da più di quarant’anni della lotta al traffico illecito di reperti archeologici, si trovavano prima nel Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma.
Il cratere di Eufronio, che era stato trafugato nel 1971 dalla necropoli di Greppe Sant’Angelo a Cerveteri ed esportato illegalmente negli Stati Uniti nello stesso anno, venne riportato in Italia, dopo un percorso molto avventuroso e che lo ha visto lontano dalla sede originaria per più di quarant’anni, solo nel 2006.
































